Brand Storytelling: vendere una televisione muta ad un cieco.

Brand Storytelling: vendere una televisione muta ad un cieco.

Brand Storytelling: vendere una televisione muta ad un cieco.

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PRIMA DOMANDA:

“E’ possibile vendere una televisione muta ad un cieco grazie al Brand Storytelling?”

Una domanda che mi viene fatta una infinità di volte è:” Posso utilizzare il Brand Storytelling per il mio Brand o a me non serve? Il mio business è diverso …”

E la mia risposta è: “A meno che tu non venda una televisione muta ad un cieco DEVI utilizzare correttamente il Brand Storytelling.”

E anche se molti provano a convincerti che, grazie al Marketing Diretto e il Digital, sia possibile incrementare i tuoi fatturati, risollevare la tua azienda e comprarti yacht, ville, ecc. ecc. ricordo sempre alle persone che mi seguono che: NON E’ POSSIBILE VENDERE UNA TELEVISIONE MUTA AD UN CIECO.

Se il mercato NON ESISTE puoi essere anche il Dante Alighieri del marketing nostrano, non riuscirai a:

 

  1. Attrarre l’Attenzione del tuo Pubblico (non c’è attenzione su quella problematica che ti proponi di risolvere). 
  2. Non puoi acquisire la Fiducia di un gruppo di consumatori e renderli i Patrioti difensori del tuo Brand (difensori dagli attacchi dei tuoi competitors, anche se potenzialmente non ce ne dovrebbero essere o rischiano anche loro di chiudere i battenti). 
  3. Costruire una ABITUDINE nel tuo consumatore (che è la finalità di ogni Business Intelligente). 

 

SECONDA DOMANDA: 

“Il Brand Storytelling è solo una cazzata da creativi o mi aiuta ad incrementare il fatturato della mia azienda?”

Non lo si può negare, sono molti (formatori ipocriti) che hanno sempre additato lo “Storytelling” come un qualcosa di creativo che ha solo la finalità di essere “bello” (e fine a sé stesso).

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Questa è pura Ipocrisia: a dir ciò sono quegli stessi formatori che utilizzano il Brand Storytelling a vantaggio del proprio Brand (con fini che adesso ti spiegherò, dal mio punto di vista).

 

FUNNEL, FACEBOOK ADS, GOOGLE ADWORDS, LINKEDIN ADS, YOUTUBE, BLOG, MISSILI BALISTICI E FUCILI AI RAGGI GAMMA DEL PIANETA KNURCH7. 

 

Prima del marketing, oltre il marketing: BRAND IDENTITY. 

 

Dai, questo lo sanno tutti: dobbiamo far sentire il nostro PUBBLICO TARGET parte di una comunità, dobbiamo farlo sentire parte di un progetto comune, fargli assaporare il SENSO DI APPARTENENZA

Steve Jobs ci è riuscito molto bene.

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Ci ha fatto sentire degli anti-conformisti/ribelli/rivoluzionari/. 

Perché è FONDAMENTALE avere una Brand Identity “inimitabile”?

E soprattutto, come si “racconta” una Brand Identity “inimitabile”?

 

Le 3 S per una Brand Identity inimitabile. 

 

Ci sono 3 semplici “s” da seguire per costruire una inimitabile Brand Identity a supporto del tuo Brand (ti posso assicurare che solo dopo vedrai i tuoi fatturati crescere e il tuo pubblico di consumatori pronto ad acquistare i tuoi prodotti a comando).

  1. Segmento
  2. Storia. 
  3. Supporto.  

STORIA. 

Il tuo Brand deve avere una “storia” che identifichi i valori (di bene e male, come la Forza e il Lato Oscuro in Star Wars).  

Basta “avere” una storia (che poi va scritta ovviamente in un certo modo e seguendo determinati parametri) per costruire una Brand Identity INIMITABILE (a prova di concorrenza)?

Fosse così, saremmo tutti ricchi, pieni di clienti pronti a donarci i loro reni in cambio dei nostri prodotti e servizi.

Adesso c’è la parte essenziale.

 

SEGMENTO (lo trattiamo per secondo per una motivazione precisa)  

 

La tua storia deve costruire la tua Brand Identity in un segmento di mercato “attivo” (ricordi il VENDERE UNA TELEVISIONE MUTA AD UN CIECO?)  con ZERO CONCORRENZA (o bassa concorrenza).

Le motivazioni tecniche di questa “s” sono talmente tante che non basterebbero 10 articoli per spiegarle, ma sicuramente un esempio può aiutarti concretamente a capire cosa intendo con questa mia affermazione.

DARIO VIGNALI: mi racconto a New York. 

Dario Vignali è uno dei più noti (se non il più noto) Marketers italiani.

E’ il fondatore di “Marketers” (Brand Identity molto figa, grande cura della parte grafica ecc.).

Ha sempre utilizzato con grande sapienza anche le tecniche di Brand Authority (delle quali parlo in questo articolo >>>Brand Authority: 3°pilastro dello storytelling professionale).

Da una mia analisi accurata del suo Brand, ho notato che le persone riconoscono alla sua community “Marketers” (e nella sua figura) la Leadership del segmento “DIGITAL MARKETING”.

Gli amanti del Brand Positioning penseranno: “generico, generico …” però, i soldati (e i generali) che vanno nel fango e che si sporcano le mani di sangue dei nemici e che rischiano la vita ogni giorno sul campo di battaglia, sanno perfettamente che la cosa più importante è IL TEMPO D’INGRESSO in un Segmento di mercato e la specificità in quel determinato momento.

Senza complicare troppo le cose, Dario (che è anche mio coetaneo, quindi per quel che ha ottenuto ci vuole ammirazione e riconoscimento del merito) è STATO BRAVO.

Adesso veniamo a me.

Ero bello bello nel farmi gli affari miei nel mio lavoro di Ghostwriter ed imprenditore, quando ho deciso di fare sul serio sulla mia passione: lo Storytelling. 

Dario è il leader di mercato, non potevo mettermi ad insegnare “Digital Marketing”.

Molti lo fanno, insegnano “digital marketing”, ma è una pazzia: Dario li schiaccia, con budget, risorse e Leadership e quindi, se gli va bene, devono accontentarsi delle briciole. 

Il mio segmento di mercato è una piccola nicchia (purtroppo ancora piccolina) del grande calderone del Digital marketing dove Dario fa la parte dello stregone.

In questa maniera, il mio pubblico potenziale sa che questo “segmento” specifico (della grande retta del digital marketing) ha un suo specifico “Governatore”.

Per dirla all’italiana, Dario è capo del governo ed io governatore della regione X.

Spero che questo esempio scherzoso sul “segmento” ti abbia fatto comprendere come la “Storia” del tuo Brand (la PRIMA S) debba consolidare la tua Leadership di un segmento di mercato nel quale hai ZERO CONCORRENZA (o bassa).

SUPPORTO.

 

Azzeccata la Storia e azzeccato il Segmento siamo i Re del Mondo!

Purtroppo no o, per dir meglio, potremmo esserlo per poco.

E’ vero che azzeccata la Storia (ovvero che la storia sia rappresentativa per il nostro Pubblico di potenziali consumatori) e azzeccato il segmento possiamo “penetrare” il mercato con molta più facilità … ma, c’è sempre un ma.

Le persone tendono a “dimenticare”, con il maledetto Tempo, la motivazione per la quale si sentivano “rappresentate” dal tuo Brand (e perché la tua storia era anche la “loro” storia interiore).

Così, nella fase di supporto, dovrai “ricordare” il perché ti avevano scelto con la fase di nurturing (ovvero nutrimento).

In poche parole, se sei uscito con un nuovo amico e siete diventati amici, se vuoi continuare ad avere un rapporto con lui, sparire non è una BUONA STRATEGIA.

Fatti sentire (ho banalizzato all’osso il concetto).

Sperando che questo articolo ti sia stato comprensibile ed utile, ti invito a visitare la pagina di “Storytellers”, la mia nuova community Riservata dove trattiamo approfonditamente il Brand Storytelling e i suoi “lati oscuri”.

Ti ringrazio di aver letto il mio articolo 🙂 (sei liberissimo di condividerlo, non mi offendo).

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