Le LEVE EMOTIVE per lo Storytelling Professionale.

Le LEVE EMOTIVE per lo Storytelling Professionale.

Quali sono le LEVE EMOTIVE per far “impattare” il nostro Storytelling su un pubblico di potenziali clienti?

 

Risultati immagini per instinct - istinto primordiale

 

Da non molto tempo ho riguardato INSTINCT – ISTINTO PRIMORDIALE con uno straordinario Anthony Hopkins nelle vesti dell’antropologo/scienziato Ethan Powell.

Potresti pensare:” Lo’ ma che diamine c’entra con lo Storytelling Professionale per i nostri Brand?”

Ma lascia che prima ti riassuma brevemente il film.

Ethan Powell è uno scienziato rinchiuso in un manicomio criminale per una accusa di omicidio plurimo.

Per la portata del caso, il giovane psichiatra Theo Caulder, fa di tutto pur di farsi affidare la perizia del brillante scienziato con il fine di far brillare la sua carriera con un libro su quest’ultimo.

Lo scienziato non ha mai parlato con nessun “strizza cervelli” e non ha mai proferito parola da quando è in carcere.

Nonostante ciò, con una mossa molto astuta, il giovane psichiatra va a casa dello scienziato per incontrare la figlia e si fa dare tutte le fotografie “dell’Africa”, precisamente le foreste del Ruanda, zona dove sembra che lo scienziato abbia commesso il plurimo omicidio.

Così, il giovane psichiatra, riesce a tirare dalla bocca dello scienziato le prime parole.

Instaurando il rapporto, però, il contesto si inverte: è il vecchio scienziato a diventare la “guida” del giovane psichiatra.

Il vecchio Ethan ha vissuto 2 anni nella giungla selvaggia con i Gorilla, ed è diventato come loro, ha sprigionato tutta la sua “animalità” e si è riavvicinato al suo “stadio primordiale”.

Non ti dirò come finisce il film altrimenti poi potresti arrabbiarti per lo Spoiler 🙂

Fatto sta che, la parte più importante del film per il nostro fine (quello dello Storytelling Professionale) l’abbiamo presa in considerazione: le “basi primordiali” della mente umana.

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L’immagine che vedi sopra è la piramide dei bisogni di Maslow e, nonostante non la condivida in toto, è sicuramente un punto di riferimento per comprendere la “strutturazione” dei bisogni umani.

Più si va in basso, più ci si avvicina ai “bisogni primari” dell’uomo che, tutti quanti noi (più o meno) conosciamo.

Ma un’altra Lezione di Storytelling (forse la più importante) che mi ha dato questo film è sicuramente questa: noi non abbiamo il controllo, abbiamo L’ILLUSIONE DEL CONTROLLO.

E mentre compriamo da un Brand che ci interessa, anche quando siamo con gli amici, con i parenti, a lavoro, in spiaggia, cerchiamo il controllo, perché questo ci fa sentire al sicuro, “protetti”.

Voglio finire questo articolo con 3 Domande: “come possiamo superare il controllo (a vantaggio del nostro marketing) che il nostro lettore o ascoltatore desidera avere su tutta la sua esistenza e che esercita con il suo Giudizio Critico sui nostri contenuti?”

“Come possiamo creare un dialogo con la parte più intima del nostro potenziale cliente e andare a toccare le sue corde più profonde, per creare con lui il fine ultimo di ogni relazione, ovvero l’Empatia?”

“Come possiamo acquisire la sua Fiducia ed il suo Interesse fino ad arrivare alla Base della Piramide e fargli comprendere: – Ehi, non porre barriere tra me e te, lasciamoci andare alle emozioni!-“

Beh, se ci fermiamo un attimo a pensare, cosa ci permette di relazionarci gli uni con gli altri?

IL RACCONTARCI! Raccontare le nostre interiorità, i nostri sogni, le nostre ambizioni, il nostro voler essere, ciò che amiamo, ciò che disprezziamo, ciò che ci accomuna …

E se tutto questo dovesse farlo un Brand, come dovrebbe farlo?

Il discorso è molto lungo ma, spero di aver stimolato la tua mente sulle domande che reputo più importanti, affinché tu possa pensarci un po’ (se non lo hai già fatto)!

Ti ringrazio di aver letto questo articolo 🙂

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2 Comments
  • Giulia
    Posted at 11:19h, 14 Luglio Rispondi

    Lorè, ne avevo proprio bisogno.
    GRAZIE.
    Da performer è molto stimolante ragionare su questi punti: nel qui ed ora della performance è tutto molto naturale (empatia, coinvolgimento e fiducia), ma come trasferire queste molecole agglomeranti su un social?

    Sarà un bel punto su cui lavorare (sul serio, eh!)

    cia’

    • profe906
      Posted at 11:51h, 14 Luglio Rispondi

      Ciao Giulia. Sono le domande che tormentano (o dovrebbero tormentare) ogni giorno noi storytellers. Spero che i marchettari dei “super funnel” si rendano conto che nulla si crea se non si suonano le corde “profonde” del nostro lettore o ascoltatore. A presto 🙂

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